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ETF e ETC per investire sulle materie prime

ETC

Due famiglie di ETF dedicate all’investimento in materie prime.

Gli Exchange Traded Products (acronimo ETP) rappresentano una macrocategoria, al cui interno si trovano gli Exchange Traded Funds (acronimo ETF), sia normali che strutturati, e strumenti specifici riferiti a sottostanti particolari, come gli Exchange Traded Commodities (acronimo ETC).
I due gruppi degli ETF e degli ETC sono strumenti finanziari che permettono, a chi desidera investire in ETF, anche di posizionarsi sui mercati delle materie prime.
L’investimento in materie prime (dette anche commodities) offre ai risparmiatori la possibilità di diversificare il proprio portafoglio, proteggendolo dal rischio dell’inflazione e migliorandone anche l’efficienza, in quanto i mercati delle materie prime sono scarsamente correlati ai mercati azionari e obbligazionari.

Fino a pochi anni fa, questo tipo di investimento era esclusivo appannaggio degli investitori istituzionali, per l’accesso limitato ai relativi mercati e ai lotti minimi necessari per investire. Gli ETC oggi consentono a tutti i risparmiatori di accedere a questi mercati, grazie alla facilità di acquisto/vendita, a un lotto minimo di 1 ETC e a costi estremamente contenuti.
Gli ETC sono comparsi per la prima volta sul mercato australiano nel marzo 2003. Nel nostro Paese, invece, hanno debuttato nel mese di aprile 2007, in occasione del varo del mercato ETFplus gestito da Borsa Italiana. Attraverso questo mercato, in cui si negoziano ETC in tempo reale, i risparmiatori hanno la possibilità di accedere ai mercati delle commodities con garanzie di trasparenza ed estrema liquidità e in maniera semplice.

ETF e ETC: gemelli diversi.

ETF e ETC, malgrado condividano l’oggetto – le materie prime – e l’obiettivo di replicare esattamente l’andamento di un indice sottostante, presentano strutture giuridiche molto diverse tra loro.

Gli ETF sono fondi comuni a gestione passiva, sottoposti alla normativa europea in materia che, tra i requisiti richiesti, impone l’investimento non diretto in materie prime e un certo livello di diversificazione. Per questo motivo gli ETF collocati sul mercato ETFplus prendono a riferimento come benchmark soltanto indici riferiti a minimo 5 materie prime e non acquistano direttamente, prendendo posizione attraverso l’utilizzo di future.
Gli ETC invece, malgrado siano trattati in borsa come le azioni e siano strumenti passivi, non sono fondi comuni ma si configurano come strumenti di debito con assistenza di un collaterale.
Per tale motivo hanno una maggiore flessibilità rispetto ai fondi nella scelta dell’indice o dell’assett sottostante, che difatti può anche essere un’unica commodity (come, ad esempio, il petrolio, il caffè, ecc.). Gli ETC possono acquistare anche direttamente, agendo non soltanto attraverso future. Gli ETC vengono trattati su un mercato differente dal mercato ETFplus e rappresentano, allo stato attuale, una alternativa praticabile agli strumenti finanziari derivati, che hanno il vantaggio di una gestione quotidiana delle competenze e non richiedono il versamento dei margini.

Come investire in materie prime.

La modalità più semplice di acquisizione di commodities, almeno sotto il profilo finanziario, è l’acquisto fisico della materia prima. Questa opzione però presenta diversi inconvenienti, quali la necessità di stoccare la materia prima e i costi onerosi, che rendono questa modalità di acquisto poco praticata, tranne che per alcune materie prime come i metalli preziosi (oro, argento, palladio e platino). Tali materie, difatti, si possono facilmente conservare nelle banche all’interno di caveau ed hanno un rapporto valore/peso molto elevato.
In Italia, sul mercato denominato Borsa Italiana, vengono trattati diversi ETC, denominati Physical, che hanno l’obiettivo di replicare l’andamento di un particolare metallo prezioso direttamente, investendo in lingotti i proventi frutto della vendita del metallo.
Chi intende investire in ETF e ETC deve sapere che gli ETC hanno il grande vantaggio di far riferimento al prezzo spot – cioè a pronti – della materia prima sottostante (escluse le commissioni). Gli ETC vengono emessi solitamente da società di scopo dette società veicolo (acronimo SPV) e possono investire sul sottostante direttamente (ETC Physically-backed) o stipulare contratti con operatori internazionali di standing elevato. È importante notare, per chi vuole investire in ETF e ETC, che tali società hanno l’emissione di strumenti finanziari come unico oggetto sociale, in modo che gli investitori non siano esposti ai rischi originati da possibili altre attività commerciali delle società emittenti. Peraltro, gli attivi di tali società SPV sono totalmente investiti in lingotti, liquidabili in caso di default della società.
Anche gli ETC trattati sul mercato di Borsa Italiana, replicano passivamente l’andamento dei prezzi di materie prime o indici riferiti alle stesse.
Gli ETC vengono trattati in realtà in due mercati, un mercato primario e uno secondario. Nel primo operano soltanto intermediari autorizzati, le cui attività giornaliere sono le sottoscrizioni e i rimborsi di titoli, al prezzo ufficiale del mercato. Invece nel mercato secondario possono operare tutti gli operatori borsistici, e la negoziazione, sia per l’acquisto che per la vendita, viene fatta al miglior prezzo offerto in un dato momento.

Investire in ETC: le tipologie di commodities.

Le tipologie di commodities offerte attraverso gli ETC sono numerose e variegate. Si va dai metalli alle materie prime di carattere energetico, a quelle di origine agricola.
Gli ETC, inoltre, possono riferirsi, oltre che a singole materie e indici, a sotto-indici e a indici forward.

Complessivamente, abbiamo le seguenti tipologie di ETC:

  • ETC su specifiche commodities (metalli preziosi e non, olio combustibile, petrolio Brent, petrolio Wti, benzina, gas naturale, caffè, cacao, granoturco, frumento, semi di soia, zucchero, olio di semi di soia, cotone, suini magri e bestiame vivo);
  • ETC su indici di panieri omogenei di merci (metalli preziosi e per uso industriale, energia, petrolio, cereali, prodotti agricoli, ecc.);
  • ETC su indici globali;
  • ETC su indici forward.

Vantaggi dell’investire in ETF e in ETC.

Investire in ETF e ETC per accedere ai mercati delle commodities offre ai risparmiatori i seguenti vantaggi:

  • l’accesso al mercato delle commodities. La società di gestione dello strumento (ETF o ETC) si posiziona direttamente sul mercato delle commodities (o della specifica commodity), mentre lo strumento ha la finalità di replicare le performance relative alle specifiche materie prime/indici;
  • gli ETC in particolare possono accedere a uno strumento riferito a un unico asset, diversamente dagli ETF, che devono invece rispettare principi di diversificazione e mantenere una varietà del benchmark;
  • l’andamento dei prezzi delle materie prime si allineano con la performance dell’investimento sottostante. Gli ETC inoltre non sono obbligati a fare riposizionamenti roll tra contratti future. Ancora, gli ETC non hanno margini a copertura, né, tantomeno, costi di sostituzione dei contratti in scadenza, come invece accade per i future;
  • gli ETC basati sul prezzo del contratto future sulla materia prima godono di un rendimento assoluto, articolato in tre parti ovvero: 1. il rendimento spot, relativo alle variazioni del prezzo future del sottostante; 2. un rendimento roll, derivante dalla sostituzione dei contratti in scadenza con altri analoghi (rendimento positivo quando il nuovo contratto presenta un prezzo più basso di quello in scadenza, e rendimento negativo nel caso opposto); 3. il rendimento del collaterale, ovvero l’interesse derivante dall’investimento collaterale (che rappresenta il margine imposto dal posizionamento sul future)
  • entrambi gli strumenti effettuano il posizionamento diretto sulle materie prime senza oneri e rischi relativi allo stoccaggio delle stesse. Sia ETF che ETC, inoltre, hanno costi contenuti, che permettono di investire sul mercato delle commodities senza dover pagare commissioni di entrata, uscita e di performance.
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