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La trasparenza degi ETF: il prospetto KIID

ETF

Il successo commerciale degli ETF deriva, tra le altre cose, dalle garanzie di trasparenza che questi strumenti offrono.

Negli exchange-traded fund (ETF) il concetto di trasparenza si esplica in due aspetti differenti:
1. la trasparenza dei titoli detenuti in portafoglio;
2. la trasparenza informativa.

Il documento principe degli ETF è il prospetto informativo semplificato (Key Investor Information Document, acronimo KIID), documento contenente informazioni su caratteristiche e composizione di ciascun ETF. Attraverso questo documento, generalmente scaricabile dal sito web del gestore, chi vuole investire in ETF può riuscire a confrontare rendimenti e costi dei prodotti sul mercato degli ETF. I KKID dei vari ETF sono reperibili anche sul sito web della società di gestione del mercato Borsa Italiana.
Gli ETF sono strumenti soggetti al regolamento della normativa europea denominata UCITS IV. Il valore di ciascun ETF è noto in qualunque momento, misurato dal NAV.
Sui siti web dei gestori e delle società di collocamento chi vuole investire in ETF può ottenere informazioni sulle politiche informative e di trasparenza, in particolare rispetto alla composizione del patrimonio dei fondi.
Con cadenza giornaliera, le borse pubblicano il valore patrimoniale netto (indicativo) di ciascun ETF.

La trasparenza degli ETF nella fonte normativa: la direttiva UCITS IV.

La recente direttiva denominata UCITS IV (Direttiva europea 2009/65/CE) ha una duplice finalità: creare un mercato unico europeo per gli strumenti di “investimento collettivo” e tutelare, al tempo stesso, gli investitori.
La direttiva UCITS (acronimo di Undertakings for Collective Investments in Transferable Securities, ovvero “organismi di investimento collettivo in valori mobiliari” – OICVM) stabilisce le regole, a livello comunitario, in materia di fondi comuni e altri strumenti destinati all’investimento collettivo.
Tra le diverse regole, la direttiva ha introdotto i Key Investor Information Document, documento contenente delle informazioni chiave destinate agli investitori.
La direttiva UCITS IV ha introdotto nuovi standard, volti a unificare il mercato dei fondi europeo, definendo nel dettaglio i requisiti dei Fondi cd. armonizzati e delle relative società di gestione del risparmio SGR.
All’interno del KIID devono obbligatoriamente essere indicati la denominazione identificativa del fondo, il nome della società di gestione, gli obiettivi del fondo e le strategie di investimento perseguite dai gestori, nonché il rendimento e il profilo di rischio. Devono altresì essere presenti altre importanti informazioni riguardanti costi di gestione, performance e qualunque altro dettaglio operativo.
L’obiettivo del documento è quello di rendere la conoscenza e la comprensione immediate da parte dell’investitore – o di chi vuole investire in ETF – riguardo ai dati principali sullo strumento d’investimento in oggetto, attraverso standard informativi validi per tutta l’Europa. L’ultima versione della normativa ha inserito cambiamenti significativi, come il rapporto rischio/rendimento che nella versione UCITS IV è stato strutturato attraverso un indicatore sintetico su una scala che va da 1 a 7 gradi (più alto il valore, maggiore il rischio). Grazie a tale rappresentazione, si può stimare la rischiosità di un fondo per mezzo del calcolo della sua volatilità riferito all’ultimo quinquennio.
Per creare un mercato globale europeo, la normativa ha introdotto inoltre il “passaporto” del gestore (acronimo MCP), che consente a una SGR la gestione di un fondo che abbia sede in un altro Stato membro dell’UE. Tale dispositivo dovrebbe favorire la semplificazione delle strutture giuridiche e la riorganizzazione gestionale per conseguire una maggiore efficienza.
Infine, la normativa ha reso possibile, per le società europee di gestione del risparmio, l’operatività su differenti mercati europei, favorendone la gestione centralizzata, con conseguente abbattimento dei costi.

Scegliere gli ETF: il prospetto KIID.

Il KIID, ovvero il prospetto semplificato relativo a ciascun ETF, ha una natura essenziale e si concentra, pertanto, sulle informazioni fondamentali per gli investitori e per chi si accinga ad investire in ETF. Il documento si compone soltanto di due pagine ed è strutturato per sezioni, ciascuna delle quali tratta differenti aspetti dell’ETF.
Le sezioni riguardano:

  • denominazione del fondo;
  • denominazione dell’ente proponente e della società di gestione;
  • obiettivi e politiche di investimento;
  • rendimento atteso e profili di rischio;
  • costi per gli investitori;
  • performance pregresse;
  • dettagli operativi.

La lettura e l’analisi del KIID rivestono grande importanza sia per chi ha già investito nel fondo che, a più forte ragione, per chi abbia l’intenzione di investire in ETF. Tutte le sezioni devono essere ugualmente considerate, in modo da poter acquisire tutti i dati e le informazioni che permettono al lettore di identificare le caratteristiche fondamentali di questo strumento finanziario, nonché di comprendere la conformità o meno del tipo di investimento alla propria personale propensione al rischio e, infine, i rischi stessi legati all’investimento.

Obiettivo e Politica di Investimento.

La sezione denominata “Obiettivo e Politica di Investimento”, dopo aver descritto sinteticamente il prodotto finanziario, specifica la valuta di denominazione del fondo, l’obiettivo in termini di rendimento atteso (ricordiamo che l’ETF costituisce uno strumento a gestione passiva , pertanto il rendimento atteso è all’incirca il rendimento dell’indice benchmark), la natura e la consistenza dei titoli in cui l’ETF investe, l’arco temporale consigliato per ottimizzare l’investimento e, infine, la politica seguita per la distribuzione o l’accumulazione dei dividendi.

Profilo di Rischio e Rendimento.

Nella sezione denominata invece “Profilo di Rischio e Rendimento”, viene illustrata la rischiosità dell’ETF in oggetto attraverso la rappresentazione su una scala valoriale che va da 1 (valore del rischio più basso) a 7 (valore del rischio più alto). Inoltre, la normativa impone che vengano segnalati anche gli altri tipi di rischio, benché non quantificabili attraverso scala numerica, quali il rischio di controparte e il rischio di liquidità.

Spese.

La sezione denominata “Spese” contiene le voci di costo che gli investitori devono sostenere, inserite all’interno di una tabella. Vengono evidenziate, in detta tabella, i costi di sottoscrizione e rimborso (uguali a zero per gli ETF che, ricordiamo, non presentano questi costi) e le spese correnti, in sostanza le commissioni di gestione su base annua.

Nel prospetto non compaiono, tuttavia, le altre possibili voci di spesa, che hanno carattere variabile e sono:
• il costo per la negoziazione (ovvero la commissione da pagare quando si acquista/vende titoli in Borsa, diversa per ciascun intermediario);
• il costo per l’accesso al mercato, cioè lo spread bid-ask, che rappresenta la differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita.

Performance passate.

Infine, nella sezione denominata “Performance Passate”, è riportato un grafico sul quale sono evidenziati i rendimenti pregressi (escluse le spese correnti) sia dell’ETF che dell’indice di riferimento. Dal grafico si evince anche l’entità del cd. tracking error cioè lo scarto tra le performance del replicante e del benchmark. In tal modo gli investitori possono rendersi conto immediatamente, attraverso uno strumento fortemente rappresentativo come il grafico, della qualità della replica realizzata dall’ETF.

Informazioni pratiche.

In ultimo, nel KIID sono riportate anche, nella sezione delle “Informazioni Pratiche”, il nome della banca depositaria e dell’ente depositario dei documenti legali nonché il valore patrimoniale netto dell’ETF su base giornaliera.

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