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ETF, i vantaggi

Vantaggi ETF

Vediamo insieme i numerosi vantaggi che si prospettano a chi intende investire in ETF e, in particolare, ai piccoli risparmiatori.

1. Semplicità d’uso e di acquisto

Prima di tutto, gli ETF rappresentano uno strumento dalla grande semplicità operativa, adatta a un pubblico non molto esperto in materia di mercati borsistici. Essendo quotati in borsa, l’acquisto è possibile direttamente dalla propria banca: basta un conto titoli.

2. L’accesso a mercati prima preclusi al piccolo risparmiatore

Gli ETF consentono ai piccoli risparmiatori di entrare in un gran numero di mercati tematici e territoriali nei quali gli utenti non professionali fino a pochi anni fa non avrebbero mai potuto accedere, sia per i costi troppo elevati che per difficoltà logistiche (si pensi ai mercati delle materie prime) e specifiche norme legislative che impediscono l’acquisto di certi prodotti finanziari ai piccoli risparmiatori.

3. Il posizionamento su un indice, mercato o settore con una sola operazione

Gli ETF danno agli investitori la grande possibilità di acquisire posizioni su un indice, settore o area geografica eseguendo soltanto una operazione di acquisto (o vendita), con la sicurezza di trarne un rendimento molto vicino al rendimento dell’indice benchmark, e senza dover acquistare tutti i singoli titoli inclusi in quel mercato o indice o settore.

4. La copertura dai rischi

Gli ETF presentano un interessante vantaggio perchè caratterizzati da una valida copertura del rischio, sia per quanto riguarda il rischio di volatilità per i titoli che compongono il paniere che nei confronti dell’intero portafoglio, che può beneficiare di copertura grazie all’ampia gamma di ETF Short.

5. La possibilità di evitare i danni da cattiva gestione

I danni derivanti da una cattiva gestione dell’ETF rappresentano un rischio di natura differente dagli altri rischi, che si sostanzia nell’evenienza che l’investimento renda meno rispetto alla performance di un certo mercato a causa di due fattori, ovvero i costi legati a una gestione di tipo attivo e la possibilità che il gestore non sia riuscito a superare il benchmark, obiettivo questo tipico dei fondi comuni di investimento. Negli anni recenti, difatti, è accaduto di frequente che gli investimenti in fondi comuni rendessero meno dei mercati di riferimento. Ciò, oltre alla rilevante differenza in termini di costi di gestione (i fondi di investimento possono costare più del 2% all’anno per gli azionari, mentre gli ETF hanno costi di gestione che oscillano tra lo 0,50% e lo 0,75% annui) che deprime ulteriormente la redditività, evidentemente rende poco profittevole l’investimento in fondi comuni di investimento a tutto vantaggio degli ETF.

6. Il prezzo di acquisto certo

Gli ETF vengono quotati sul mercato come le azioni, difatti sono anche definiti “azioni indice” e il loro prezzo è perfettamente noto ogni giorno in qualunque momento della giornata borsistica. Poiché si possono acquistare immediatamente e non si verifica, nella sottoscrizione, lo sfasamento temporale di qualche giorno che, invece, è tipico dell’acquisto di fondi comuni: chi scegliere questo strumento sa sempre quanto pagherà la quota/azione che va ad acquistare.

7. L’alta liquidabilità

Chi vuole investire in ETF deve sapere che questi strumenti si possono acquistare e vendere all’interno della medesima giornata di borsa. Per quanto riguarda la vendita, tuttavia, perché questa si possa concretamente realizzare, bisogna avere da vendere ETF molto scambiati. Difatti, non tutti hanno la medesima richiesta di mercato e vi sono ETF che vengono molto trattati e mostrano, quindi, elevati volumi di acquisto e vendita mentre altri, invece, sono poco richiesti e sono, pertanto, oggetto di un basso numero di scambi. Se si acquistano strumenti poco trattati, si rischia pertanto di incontrare difficoltà, mancando gli acquirenti, nel momento in cui si decidesse di disinvestire, ovvero di vendere gli ETF detenuti in portafoglio. Inoltre, lo spread denaro-lettera degli ETF, che rappresenta un costo implicito tipico di tutti gli strumenti finanziari quotati sui mercati regolamentati, è davvero contenuto. Lo spread è lo scarto tra il migliore prezzo in acquisto e il miglior prezzo in vendita. Tranne che per qualche ETF italiano che ha spread prossimo allo 0,50% difatti, in genere lo spread è assolutamente trascurabile, nell’ordine di valori minori dello 0,10%.

8. La grande trasparenza

Gli ETF sono strumenti dalla grande trasparenza, qualità molto importante che chi vuole investire in ETF. La trasparenza riguarda sia la tipologia e l’identità dei titoli in portafoglio che l’informativa sullo strumento. Quest’ultima è assicurata dal prospetto informativo semplificato (Key Investor Information Document, KIID), documento che riporta le informazioni sulle caratteristiche di ciascun ETF. Solitamente reperibile sul sito web della società di gestione, consente di conoscere costi e rendimenti passati. Sempre sul sito del gestore si può verificare la composizione e la consistenza del patrimonio degli ETF. Per quanto riguarda i prezzi, ogni giorno sul sito di Borsa italiana  – e sui principali quotidiani- si possono consultare i prezzi degli ETF presenti sul mercato.

9. Grande flessibilità operativa

Gli ETF sono dotati di una grande flessibilità operativa. Per le loro caratteristiche tecniche, si rivelano adatti sia all’investimento da parte dei piccoli risparmiatori che a quello degli investitori istituzionali. Sono idonei sia a strategie speculative di brevissimo e breve termine che a strategie di investimento di medio e lungo termine.

10. Idoneità a finalità di copertura

Gli ETF sono abbastanza duttili da poter essere utilizzati anche per operazioni cd. di copertura, con l’obiettivo, ad esempio, di mettere al sicuro, in un determinato momento, i proventi generati da un portafoglio da eventuali ribassi del mercato. Gli ETF permettono infatti di “congelare” i rendimenti già realizzati, se si vende allo scoperto un quantitativo di asset il cui valore è uguale a quello degli asset, a lungo termine, che si trovano nel portafoglio. In sostanza, i guadagni fruttati dalla vendita allo scoperto degli ETF (che costituiscono la posizione “short”) compensano le perdite originate dagli asset a lungo termine detenuti in portafoglio, senza intaccarne però il rendimento.

11. Nessun rischio di insolvenza dei gestori

Gli ETF hanno l’ulteriore vantaggio di non essere soggetti a rischio di insolvenza (non hanno un rating che permetta di stimare tale rischio): l’assenza di esposizione a tale rischio si deve al fatto che gli ETF trattati nella borsa del nostro paese hanno il relativo patrimonio separato da quello dei gestori.

12. I costi di gestione

Gli ETF hanno dei costi molto ridotti rispetto a prodotti di simile composizione come i fondi comuni di investimento. Questo perché la gestione passiva, non richiedendo studi e analisi di mercato ad opera di personale specializzato – attività queste che consentono di superare l’indice benchmark – ha costi complessivi minori rispetto a un tipo di gestione attiva. Infatti, nella gestione passiva si effettua un basso numero di operazioni, ovvero di acquisto titoli, implicando costi di transazione molto bassi. Le commissioni di entrata e uscita per chi vuole investire in ETF, inoltre, sono del tutto assenti. Grava a carico degli investitori, pertanto, soltanto una commissione totale annua molto bassa. Si tenga presente che vi sono da pagare, comunque, dei costi di intermediazione alla banca.

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