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Da cosa dipende lo spread di un ETF

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Il bid-ask spread degli ETF per capirne l’appetibilità sul mercato.

Troppo spesso i piccoli risparmiatori hanno la tendenza a buttarsi nel mondo degli investimenti alla cieca, senza conoscere in modo approfondito il mercato di riferimento in cui hanno deciso di investire i loro soldi. Chiaramente con un approccio di questo tipo molto più spesso ci si imbatte in dolori più che in gioie. È anche vero che purtroppo è difficile avere sufficiente tempo a disposizione per essere sempre aggiornati sull’andamento di ogni titolo e soprattutto sui rumors che attorno a questi ultimi ruotano oltre che per studiare nel dettaglio ogni sfaccettatura di uno strumento finanziario. Proprio per questo motivo investire in ETF può rivelarsi una scelta vincente da ogni punto di vista: da una parte questo particolare tipo di fondo di investimento si distingue per un ottimo rapporto rischio\beneficio (ovvero non risulta essere particolarmente rischioso), dall’altra per la sua capacità di differenziare gli investimenti, una caratteristica di sicuro successo.

Lo spread degli ETF.

Il termine spread in ambito finanziario può assumere diversi significati. Concentrando l’attenzione sugli Exchange Traded Fund è possibile parlare sia di Bid-Ask Spread sia di Credit Spread. Senza farsi spaventare dagli inglesismi in realtà il significato di questi due concetti è particolarmente semplice.

Con Bid-Ask Spread ci si riferisce infatti alla differenza tra domanda e offerta nella negoziazione di un titolo. Gli Exchange Traded Fund vengono infatti acquistati e venduti con la stessa tipologia di contrattazione che si usa per i normali titoli azionari. Ciò significa che possono essere comprati e ceduti anche più volte nell’arco di una stessa giornata proprio come accade per un’azione e allo stesso modo di quest’ultima esiste sempre una differenza tra il prezzo che un acquirente è disposto a pagare per avere un ETF e quello che un venditore desidera incassare per liquidare un lotto di azioni di uno di questi fondi di investimento. In italiano i termini bid-ask si traducono con denaro-lettera e proprio la misura delle differenze tra prezzo di acquisto proposto e prezzo di vendita richiesto determinano la liquidità di un prodotto finanziario: tanto più stretta sarà la differenza tra denaro e lettera tanto più lo strumento sarà liquido e quindi facilmente vendibile. Di conseguenza la conoscenza di questo valore per quanto riguarda gli Exchange Traded Fund è l’indice della loro appetibilità per il mercato.

L’altro valore da prendere in considerazione è il cosiddetto Credit Spread. In riferimento al mercato di questi particolari fondi di investimento il credit spread sarà dato dalla differenza tra il tasso di rendimento (la performance) di un ETF rispetto ad un altro strumento finanziario preso come riferimento, come ad esempio l’indice che replica l’Exchange Traded Fund o ancora un titolo azionario appartenente a tale indice oppure un fondo comune di investimento che investe in un mercato simile. In particolare l’analisi quindi di uno spread viene fatta per comprendere quali performance ha un dato prodotto e per fare una previsione sui probabili rendimenti futuri e infine per capire quanto il prodotto stesso possa soddisfare le aspettative e le eventuali esigenze di un investitore.

Ciò che più stupisce in termini positivi degli Exchange Traded Fund è che spesso sovraperformano rispetto al loro indice di riferimento, vantando uno spread positivo paragonato all’indice sotteso, il che tradotto in altre parole significa per il risparmiatore un guadagno maggiore. Ma come è possibile che questo possa avvenire? Semplicemente perchè per quanto un Exchange Traded Fund replichi un indice, tuttavia il peso delle aziende all’interno del suo portafoglio può essere leggermente differente rispetto a quello dell’indice: in questo caso le società di gestione sono quindi in grado di dare un piccolo indirizzamento al patrimonio del fondo affinchè la sua performance possa essere addirittura migliore di quella dell’indice.

In riferimento a paragoni e confronti con azioni e fondi comuni di investimento lo spread sta a indicare il migliore o peggiore rendimento di un ETF rispetto all’altro strumento finanziario: un vero e proprio confronto che permette di valutare la convenienza maggiore o minore dell’investimento. Ciò che è da sottolineare è che spesso gli Exchange Traded Fund escono alla distanza, ovvero è anche possibile che in un lasso di tempo breve un’azione abbia un rendimento decisamente maggiore, ma sulla lunga distanza questi fondi di investimento peculiari per la loro capacità di differenziare il portafoglio ottengono ottime performance proprio grazie alla loro caratteristica di minimizzare il rischio di perdite. Un’analisi accurata di tabelle e grafici porta a considerazioni positive su questo mercato: sicuramente nei grafici si evidenziano raramente grandi impennate, ma crescite costanti che negli anni portano a risultati davvero sorprendenti.

Ma che cosa può influenzare lo spread?

Sono davvero molteplici le possibili variabili che determinano l’andamento di uno strumento negoziato in Borsa, ma tra queste certamente è possibile evidenziarne alcune che hanno maggiore peso rispetto ad altre. Innanzitutto le politiche monetarie nazionali hanno un forte impatto sull’economia globale al punto da poter contribuire a far crescere o meno l’indice delle Borse. Per capire meglio, ecco un esempio: se gli USA decidono di aumentare l’inflazione per rilanciare i consumi molto probabilmente la maggior parte dei titoli, compresi gli Exchange Traded Fund, che si rivolgono all’ambito del commercio ne trarranno beneficio. Un’altra variabile particolarmente influente è legata alla percezione di benessere o di incertezza da parte della popolazione: tanto maggiore è la fiducia tanto più si investirà e cresceranno gli indici delle Borse nazionali, tanto minore sarà la fiducia quanto più i beni rifugio come l’oro torneranno in auge facendo di conseguenza salire i loro indici di riferimento. Se da una parte è davvero difficile avere sotto completo controllo lo scenario macroeconomico a livello mondiale, dall’altra scegliendo degli strumenti semplici e chiari come gli Exchange Traded Fund è possibile diversificare al massimo il proprio portafoglio variando anche velocemente la direzione degli investimenti per cogliere al meglio tutte le opportunità che si presentano sul mercato.

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